Antica citta' di Sciacca
Il nome Sciacca deriva dall'arabo Syac, 'bagno', o al Saqqah, 'fessura', entrambi ricollegabili alla presenza dei fenomeni termali. Alle terme si richiamano anche le successive denominazioni di età greca e i romana, rispettivamente Thermai Selinuntinai e Thermae Selinuntinae.
Sulla base di ritrovamenti archeologici, sappiamo che il territorio di Sciacca è stato abitato sin dalla preistoria, come testimoniano le numerose necropoli di Tranchina, di San Bartolo, Locogrande, Salinella, Monte Raggio, Perrana e Rocca Madore.
Coloro che sfruttarono per primi le proprietà terapeutiche delle stufe naturali e fondarono un primo borgo furono i greci della vicina Selinunte.
A partire dal II secolo a.C. i Romani incoraggiarono l'uso delle acque sulfuree e introdussero un sistema di coltivazione intensivo della terra, fattori che diedero luogo ad un cospicuo aumento della popolazione e trasformarono la città in un centro culturale ed economico importante.
Nel 1101 Sciacca fu donata dal conte normanno Ruggero I alla figlia Giulietta che promosse imponenti lavori urbanistici: la costruzione delle mura, del castello vecchio, di chiese e monasteri, che favorirono l'insediamento degli ordini religiosi.
Tra il XV e il XVI secolo si ebbe un rinnovamento dell'edilizia civile, che riconfigurò il volto urbano con l'inserimento dei sontuosi palazzi dell'aristocrazia terriera.
Nello stesso periodo venne realizzato il circuito murario bastionato, voluto da Carlo V. Nel secolo successivo, il gusto barocco dettò il restauro dell'architettura religiosa.
Fino al XIX secolo, la città era suddivisa in quattro quartieri: la Terra Vecchia, il Rabbato, la Cadda e il Quartiere di mezzo.
La Terra Vecchia, comprendeva i castelli dei Perollo e dei Luna, il monastero delle Giummare, la Badia Grande, la Chiesa di Sant'Agostino e la Chiesa Madre.
Il Rabbato, o Rhabbat, in arabo 'mercato', era l'area dedicata al commercio e alle attività artigianali e includeva le chiese di San Michele, di Santa Caterina, il Palazzo Inveges e il collegio dei Gesuiti. La Cadda, o 'ghetto degli ebrei', occupava la zona a nord-est della città con le chiese di San Leonardo, di San Francesco di Paola e di San Vito.
Il Quartiere di mezzo, all'estremità occidentale dell'abitato, comprendeva Porta Palermo, Palazzo Sterpinto, il convento dei Carmelitani, la Porta del Salvatore, la Chiesa di Santa Margherita, la Torre di Pardo, il convento di San Domenico e il Palazzo Perollo.
Nel luglio del 1831 Sciacca fu protagonista di uno straordinario evento geologico: dal mare emerse un'isola vulcanica, l'Isola Ferdinandea, oggetto di controversia per il possesso tra inglesi e borboni, la quale solo dopo sei mesi si inabissò.
bibliografia:
Paola Colombini e Monica Romano, Le città della ceramica, Touring Club Italiano, Milano, 2001
www.termedisciacca.it